Disdetta da parte dell'inquilino

L’inquilino che non intenda più occupare l’abitazione assegnatagli può in ogni momento comunicare per iscritto la disdetta del contratto di locazione.
Il canone di locazione e gli accessori dovranno essere pagati fino alla riconsegna dell’alloggio e, comunque, per almeno due intere mensilità successive a quella nel corso della quale è stata comunicata la disdetta stessa.
La restituzione dell’alloggio avviene con la riconsegna delle chiavi, da effettuarsi all’atto del sopralluogo per l’accertamento delle condizioni in cui si trova l’alloggio stesso anche ai fini dell’addebito dei lavori di ripristino.
Nel caso in cui l’abitazione sia dotata di singolo impianto per il riscaldamento, l’inquilino deve riconsegnare anche il “libretto d’impianto” comprovante la regolarità dell’impianto e l’effettuazione dei controlli periodici.
In caso di decesso dell’unico occupante l’alloggio, l’abitazione deve essere riconsegnata all’ATER dagli eredi o da chiunque abbia la disponibilità.

Revoca da parte dell'ATER

Motivi e procedure
L’ATER dispone in qualunque tempo la revoca dell’assegnazione degli alloggi in locazione nei confronti di chi:

  1. abbia perduto i requisiti richiesti per l’accesso agli interventi di edilizia sovvenzionata e, in particolare con riferimento alla situazione economica, abbia superato per due anni consecutivi di due terzi il limite in vigore per l’accesso all’edilizia sovvenzionata, salvo che si tratti di assegnatari ultrasessantenni ovvero di assegnatari il cui nucleo familiare comprenda soggetti disabili;

  2. non abbia comunicato i dati relativi alla propria situazione economica o abbia fornito dati non corrispondenti al vero previa eventuale verifica mediante le competenti strutture comunali sulle condizioni sociali del soggetto;

  3. abbia violato le norme di legge e di regolamento che disciplinano i doveri dell’inquilino ovvero abbia usato l’alloggio in modo difforme dalla sua destinazione e lo abbia danneggiato gravemente;

  4. abbia sublocato o ceduto in tutto o in parte l’alloggio a terzi;

  5. non abbia mantenuto la stabile occupazione dell’alloggio per un periodo superiore a sei mesi in assenza di preventiva autorizzazione da parte delle ATER;

  6. essendo assegnatario di un alloggio avente un numero di vani, esclusi la cucina e gli accessori, superiore al numero dei componenti il nucleo familiare aumentato di uno, abbia rifiutato un cambio con altro alloggio.

 
La revoca dell’assegnazione comporta la risoluzione del contratto.